LOGO LAYCON 2022-03
Italian English
Threads in Italia: top o flop?
click [+]

È tempo di Threads: top o flop?

Più scompiglio di così non si poteva fare. Due milioni di utenti iscritti a due ore dal lancio. 30 milioni alla fine della prima giornata. La stessa che ha registrato 95 milioni di contenuti pubblicati e oltre 190 milioni di like. Giusto per intenderci. ChatGPT aveva superato il milione di utenti in 5 giorni, stabilendo un record all’apparenza clamoroso e inarrivabile. Threads l’ha fatto in un’ora. IN UN’ORA, capito?

Dopo un debutto così clamoroso in terra USA, Threads è finalmente sbarcato in Europa il 14 dicembre. L’idea di base è quella di offrire una valida alternativa a X, a quanto pare sempre più in difficoltà. Il protagonista è il testo, con un massimo di 500 caratteri, insieme a video, foto e – udite, udite – note vocali. 

Insomma, sembra la scoperta di un nuovo pianeta. Una rivoluzione, hyppata ed esaltata come le più grandi della storia. Ma è davvero di questo che si parla? Threads cambierà le carte in tavola o sarà l’ennesimo flop?

Entriamo nel nocciolo della questione.

Threads pattern

Che cos’è Threads: come funziona e come si presenta?

A meno che non siate vissuti su Marte nell’ultimo mese, ovviamente parliamo della nuova piattaforma social lanciata da Meta. L’interfaccia grafica è davvero molto simile a quella dell’attuale X, rendendo così più intuitiva la navigazione per gli utenti già nel mood del format testuale. La Home si divide dunque nei contenuti “Per te”, nei “Segui Già” e nello spazio dedicato alla creazione di un nuovo Thread. Sì, si chiamano così.

Piccolo grande assente alla festa? La sezione trending topics, tanto apprezzata dagli utenti del non più uccellino blu.

In principio era il caos. Il Big Bang della nuova piattaforma

Un po’ com’è avvenuto in USA l’estate scorsa, i primi giorni di Threads in Italia sono stati il caos più totale. Utenti disorientati, commenti a ruota libera – spesso no sense o di cattivo gusto. Addirittura c’era chi si lamentava di beccare solo foto pornografiche, a prescindere dagli interessi. Insomma, nessuno ci capiva nulla, manco l’algoritmo.

Molti chiedevano consigli su come diventare popolare, altri scrivevano threads in cui segnalavano direttamente all’algoritmo gli argomenti di interesse che desideravano nel proprio feed. Spoilertutto completamente inutile, come confermato dalla stessa Meta a Wired.

Dear algorithm, threads

Del resto, quel contorto e intricato sistema che regola il flusso dei contenti non poteva mica stare dietro alle suppliche di ogni utente. Dunque, è stato un bel tentativo da fare, ma nulla di più.

Tornando alla realtà dei fatti invece, secondo Jonathan Stray, ricercatore che studia gli algoritmi di raccomandazione presso il Berkeley Center for Human-Compatible AI, ha affermato che l’approccio su Threads è coerente con quello di tutte le altre piattaforme. Con le sue parole:

“L’engagement, in varie forme, è senza dubbio il parametro principale utilizzato per il ranking dei contenuti”.

App di Threads

Il declino di Threads è già iniziato (?)

Entro. Spacco. Esco. Ciao. 

Parafrasando un sommo poeta, sembra questo il trend della nuova piattaforma firmata Meta. Una giovane promessa brasiliana, destinata a vincere qualsiasi trofeo in uno dei top club europei, che però si rompe il crociato e torna a giocare in terza divisione. 

Prima gli oltre 100 milioni di iscritti nei primi giorni dal lancio, poi qualcosa è andato storto. Sembra quasi che Threads non sia riuscita a mantenere vivo l’interesse del pubblico, che pian piano ha smesso di utilizzarla. 

Secondo una ricerca di Similarweb, il tempo di utilizzo in USA è diminuito dell’85% nel giro di un mese, passando da 21 minuti (7 luglio) a soli 3 minuti (7 agosto). Gli stessi utenti attivi son passati da 2.3 milioni a poco più di 570mila, con una diminuzione del 97%.

Cosa significa tutto questo?

Non lo sappiamo ancora. Certo, Meta ha deciso di non proporre Threads al mondo come un social a sé stante, bensì come un ecosistema super connesso ad Instagram. Questo porta tanti vantaggi, ma anche grosse lacune.

Tra i vantaggi troviamo sicuramente: 

  • Una maggior accessibilità, dato che non serve neanche creare un nuovo account; 
  • Followers istantanei, visto che puoi seguire con un semplice click tutti quelli già presenti su Instagram; 
  • Maggior traffico, con una condivisione nativa che spinge a postare – o threaddare – i tuoi contenuti anche su Instagram.

Il problema è che poi questo interesse lo devi mantenere nel tempo. Se no fai la fine di BeReal, che ha perso milioni di utenti attivi, Google+ClubHouse e chissà quanti altri. E il motivo è facile da capire.

Tutti i più grandi social son partiti da piccoli gruppi di persone – gli Early Adopter, come li ha chiamati Luca Mastella – che testano nel primo periodo la piattaforma. La usano e la riusano, giorno dopo giorno, finché indirettamente non si va a creare un nuovo ed inedito ecosistema. Un mondo fatto di nuovi linguaggi, argomenti d’interesse, modi di fare e agire, i primi influencer e così via…

Ecco, questo su Threads non è mai avvenuto, proprio perché Meta ha deciso di buttare nella nuova arena tutti gli utenti di Instagram, bypassando questo step senza dare alcun’istruzione.

Risultato? Il caos totale, come detto prima. Una Notte del Giudizio in cui tutti improvvisano cose, scrivono cose, registrano audio dove dicono cose, senza ben capire il significato dello stesso contenitore in cui pubblicano quelle cose.

Quindi, arrivati a questo punto. 

Come usare Threads in modo sensato?

I buoni esempi sono tanti. Peccato che scovarli nelle valanghe di commenti che sommergono i nostri feed non è affatto semplice.

Logo della nuova piattaforma di Meta

In generale, possiamo consigliare innanzitutto di definire un preciso target a cui rivolgersi, cercando poi di dargli un qualcosa di valore. Potresti provare con:

  • Simil-Repost, prendendo spunto da contenuti vincenti delle altre piattaforme;
  • Domande, per coinvolgere la tua community su particolari argomenti; 
  • Punti di vista e Pensieri, per condividere le tue riflessioni;
  • Liste di Consigli: libri, film, tool, ricette…

Cosa NON fare assolutamente?

  • Usare Threads come Instagram, postando i tuoi reel ad esempio;
  • Postare i link di altri tuoi contenuti, sarebbe completamente inutile;
  • Chiedere all’algoritmo cosa farti vedere e cosa no. Mi spiace tanto, ma non funziona.
informazioni e approfondimenti

Articoli correlati

Italian English

© Laycon.it
Via Malpighi, 4 09126 Cagliari
mail: info@laycon.it – tel: 3914672232